Alimentazione Evolutiva

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L’alimentazione Evolutiva, o della pace, in contrapposizione con l’alimentazione Culturale, o della guerra.

  • Dal 35 al 50% delle calorie giornaliere: frutta, possibilmente  di stagione,  biologica e non.
  • Verdure e ortaggi in generale, possibilmente di stagione, biologici e non.
  • Mantenere un apporto totale di grassi inferiore al 10% delle calorie giornaliere introdotte.
  • Mantenere un apporto totale di proteine animali inferiore al 5% delle calorie totali giornaliere.
  • Tendere il più possibile ad un consumo di alimenti crudi.
  • Consumare cereali integrali, con preferenza per quelli privi di glutine, biologici e non.

                                                                    Perché Evolutiva ?

I fisiologi ci insegnano che affinché  una qualsiasi modifica nelle abitudini alimentari e non, dell’uomo, si traduca in una modifica del corredo genetico, viene normalmente richiesto  un lasso di tempo di almeno 500.000 anni. Considerando, quindi, che fin dalla comparsa dei primi ominidi come ramo di separazione della grande famiglia PAN, risalente a circa 5 milioni di anni fa,  fino alla manifestazione del cosiddetto Homo Sapiens al cui ceppo noi apparteniamo, approssimativamente 170.000 anni orsono, la dieta dei nostri progenitori si è mantenuta fondamentalmente stabile e di tipo Frugivoro (frutta e verdura), risulta per lo meno azzardato affermare che l’uomo possa essere considerato, improvvisamente “ onnivoro “.

Facendo riferimento a quanto affermato dai fisiologi, ricordiamo che:

  • Solo  200.000 anni  fa si iniziò ad usare saltuariamente il fuoco per cuocere le carcasse di animali trovati morti;
  • Si fa risalire la caccia organizzata a 20.000 anni orsono;
  • 10.000 anni orsono inizia la coltivazione dei cereali e vengono documentati i primi allevamenti  di capre e pecore;
  • A 9.000 anni orsono risalgono i primi allevamenti di bovini;
  • A 4.000 anni, troviamo i primi allevamenti di suini;

Abitudini alimentari consolidate in milioni di anni e fondamentalmente di tipo frugivoro che rispecchiano uno sviluppo di tipo Evolutivo e Naturale (intendendo con naturale la mancanza di ingombranti influssi di tipo culturale), non possono essere completamente spiazzate da nuove abitudini legate allo sviluppo della civiltà e dei bisogni a  questa legati, senza che in tutto ciò sia manifesto una  imprevedibile  interruzione di linea evolutiva e soprattutto senza che il nostro metabolismo abbia avuto il tempo di integrare questo nuovo dato di fatto.

La dieta moderna, ovvero Onnivora,  che tutti consideriamo normale, rappresenta, per noi, soprattutto un portato della cultura moderna e non rende testimonianza alla autentica storia evolutiva del genere Homo, in ambito nutrizionale. Siamo pertanto convinti che molta patologia umana possa essere relazionata a questa forzatura alimentare imposta dalla cultura e che sia assolutamente ragionevole riprendere in considerazione un tipo di alimentazione più legato alla nostra naturale storia evolutiva e quindi, indiscutibilmente, più sano.

Dottor Pietro Pace: Medicina Nutrizionale.